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09.06.2005
Controsenso
Il Papa: "astenersi da ciò che Dio odia" (da TgCom.it)
Da quando in qua Dio ODIA?
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23.05.2005
Io voto sì
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22.04.2005
Per un po' lascio
LItalia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. Pier Paolo Pasolini
Sono impegnata altrove. Per qualche tempo lascio il blog in stand-by.
Ciao, rete!
P.S. Un appuntamento da non perdere:
Editori, scrittori, critici e librai a confronto
A cura di Nazione Indiana Coordina: Benedetta Centovalli Intervengono: Andrea Bajani, Carla Benedetti, Edoardo Brugnatelli, Sergio Fanucci, Loredana Lipperini, Marco Monina, Antonio Moresco, Piersandro Pallavicini, Tiziano Scarpa, Antonio Scurati
Saranno presenti: Silvia Ballestra, Gianni Biondillo, Mauro Covacich, Helena Janeczek, Nicola Lagioia, Massimiliano Parente, Beppe Sebaste e altri indiani
Torino, Fiera del Libro Sala Rossa Lunedi' 9 maggio ore 16.30
see you (not too) soon.
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20.04.2005
Sul nuovo Papa
Alcuni motivi per i quali non amo Ratzinger, alias Benedetto XVI.
- sul nazismo
- sulle donne
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19.04.2005
Nazione indiana in fermento
In Nazione indiana è in corso una discussione molto interessante. Se ne parla anche in altri blog, come La Lipperini, Cristina Bottegal e altri. E' in un certo senso (non so fino a che punto, ma sono ottimista) una discussione preparatoria per un incontro si terrà durante e presso la Fiera del libro di Torino, lunedì 9 maggio alle 16.30 presso la Sala Rossa (credo). Ho deciso di parlare solo di questo, anzi, di riportare solo di questo, finché dura (e finché mi dura la voglia, che è tendenzialmente dura a morire).
Ovviamente chi è interessato alla discussione puo intervenire in Nazione indiana, basta che si ricordi che il link in calce agli interventi per commentare appare solo quando si va all'archivio del mese (aprile, in questo caso).
Ecco in ordine cronologico gli interventi:
Antonio Moresco, La restaurazione Filippo La Porta, Risposta ad Antonio Moresco. giulio mozzi, Naso impolitico. Antonio Moresco, Risposta pacata Giuseppe Caliceti, Marginalità & Non rinuncia giulio mozzi, Preterizione Helena Janeczek, Prima che crolli il palazzo Carla Benedetti, Il pensiero e il galateo Andrea Inglese, Lettera a Carla sul combattimento e sul sogno Raul Montanari, Una casa Tiziano Scarpa, La volpe è un animale splendido Carla Benedetti, A Raul vorrei chiedere la sola cosa che conta Raul Montanari, L'urlo Carla Benedetti, Tre battute di risposta Giuseppe Caliceti, Risposta a Antonio Moresco Piersandro Pallavicini, Risposta a Carla Benedetti Carla Benedetti, I pompieri Antonio Moresco, Marginalità o libertà (risposta a Caliceti) Giuseppe Caliceti, La sfida e il riscatto Antonio Moresco, Risposta a Filippo La Porta Livio Romano, Chi me le racconta queste cose? Antonio Moresco, Cosa è successo nel frattempo? (risposta a giulio mozzi). Carla Benedetti, Corse di cavalli o cavalli che corrono? (indirizzato a Giuseppe Caliceti). Giovanni Maderna, Sulla restaurazione del potere e la bellezza nellarte come nella vita, terminali o germinali che siano... Roberto Saviano, Scrivere sul fronte meridionale. Sparajurij, Una piccola testimonianza di mondo. giulio mozzi, Io e le macchine. Giuseppe Caliceti, Singoli, gruppi, relazioni, lotta (indirizzato a Carla Benedetti). Franz Krauspenhaar, Capirci qualcosa
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12.04.2005
L'olio di colza... (Beppe Grillo)
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01.04.2005
Michael Jackson trans-former
Un sito fra il comico, il tragico e il grottesco! QUI
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30.03.2005
Altaroni
Pechino risponde alle accuse del Dipartimento di Stato sui diritti umani e diffonde un durissimo rapporto sulla situazione negli Stati Uniti "America violenta e razzista"
Nel documento accuse su povertà, aids, criminalità e discriminazioni Non è una raccolta di slogan, ma di dati attendibili attinti da fonti ufficiali
(articolo di oggi firmato F. Rampini, Repubblica, consultabile QUI)

PECHINO - Stufa di essere bacchettata ogni anno dal rapporto del Dipartimento di Stato Usa sui diritti umani, la Cina ha deciso di restituire la cortesia. Il governo di Pechino pubblica una pagella sul rispetto dei diritti umani nell'unico paese assente dal rapporto americano: gli Stati Uniti. Il New York Times reagisce seccato. In un articolo intitolato "La Cina dà l'insufficienza all'America", sostiene che "invece del sobrio studio del Dipartimento di Stato, questo è un atto di accusa e dipinge una caricatura dell'America". Ma chi va a leggersi il rapporto cinese in versione integrale in realtà rimane sorpreso per il motivo opposto: la sua attendibilità. (l'articolo continua QUI)
Il rapporto è intitolato Human Rights Record of the United States 2004 ed è suddiviso in sei capitoli: diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale; libertà politiche; diritti economici, sociali e culturali; discriminazioni razziali; diritti della donna e del bambino; diritti umani dei cittadini stranieri.
Un esempio: Ogni anno 31.000 americani sono uccisi (in media 80 al giorno) e 75.000 sono feriti da armi da fuoco. Il 41,7% degli uomini e il 28,5% delle donne ha un'arma da fuoco in casa.
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22.03.2005
Il giornalismo oggi
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22.03.2005
La disperazione è seduta su una panchina (J. Prévert)
Avevo scritto un racconto, anni fa. Devo recuperarlo tra i vecchi files sul vecchio pc. Mi è tornato in mente perché oggi ho letto una poesia di Prévert che sembra descrivere il "mio" protagonista. La riporto qui di seguito, è intitolata "La disperazione è seduta su una panchina":
In un giardinetto su una panchina C'è un tale che vi chiama se passate Ha un paio d'occhialini un vecchio abito grigio Fuma un piccolo sigaro è seduto E vi chiama se passate O più timidamente vi fa un cenno Non bisogna guardarlo Non bisogna ascoltarlo Ma tirar dritto Fingere di non vederlo Fingere di non averlo neppure sentito Passare via frettolosi Perchè se lo guardate O se gli date retta Vi fa un suo cenno e niente nessuno Vi può impedire di sedergli accanto Allora vi guarda in faccia vi sorride Facendovi soffrire atrocemente E lui continua il suo sorriso E voi stessi sorridete esattamente Di quel sorriso Più sorridete e più soffrite Atrocemente E più soffrite più sorridete Irrimediabilmente Restando fissi là Come congelati Sorridendo sulla panchina Bambini giocano a due passi da voi Passanti passano Tranquillamente Uccelli volano Volano via da un albero Si posano su un altro E voi restate là Sulla panchina E già sapete bene Che non potrete più Giocare come quei bambini Sapete che non potrete più Passare come quei passanti Tranquillamente Né che mai più potrete volar via Lasciando un albero per l'altro Come quegli uccelli.
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22.03.2005
RedTacton

Voglio RedTacton. Il sistema che, leggo su Repubblica.it, "è stato realizzato dal colosso delle comunicazioni Nippon Telephone & Telegraph (Ntt)". "La tecnologia è in grado di usare i vestiti e la superfice della pelle per trasmettere dati alla velocità di 2 Mbps. In tal modo, sarà possibile tenere in tasca un lettore mp3 e ascoltare la musica in cuffia senza la necessità di cavi. Oppure, si potranno trasferire foto da una macchina digitale al computer semplicemente toccando lo schermo con un dito. A differenza del sistema brevettato da Microsoft, la tecnologia di Ntt funziona anche se non è a contatto diretto con il corpo. I ricercatori prospettano usi molto affascinanti quali transazioni digitali attivabili con una stretta di mano. Oppure, i ragazzi potrebbero scambiarsi i numeri dei propri telefonini baciandosi (anche solo sulla guancia)".
Dal sito ufficiale leggo ancora: "RedTacton is a new Human Area Networking technology that uses the surface of the human body as a safe, high speed network transmission path. RedTacton uses the minute electric fieldemitted on the surface of the human body. Technically, it is completely distinct from wireless and infrared. A transmission path is formed at the moment a part of the human body comes in contact with a RedTacton transceiver. Physically separating ends the contact and thus ends communication. Using RedTacton, communication starts when terminals carried by the user or embedded in devices are linked in various combinations according to the user's natural, physical movements. Communication is possible using any body surfaces, such as the hands, fingers, arms, feet, face, legs or torso. RedTacton works through shoes and clothing as well".
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16.03.2005
Fa' la cosa giusta!
Venerdì, sabato o domenica un salto QUI ce lo devo proprio fare.
Scommetto che sarà pieno di gente.
Decisamente. Sì.
Che bello, è anche vicino a casa.
Programma in PDF scaricabile QUI
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10.03.2005
Essere di sinistra oggi (di Aldo Nove)
Essere di sinistra nel 2005 vuol dire non dimenticare che le parole sono armi e chi ha le armi ha i soldi per produrle ad esempio la parola flessibilità arriva dal fuoco nemico distrugge la verità della precarietà in cui viviamo per legge viziata di mercato.
Essere di sinistra nel 2005 vuol dire ricordarsi sempre che ogni parola appena usata diventa potere, e che il potere oggi ci ha rubato le parole ad esempio fare uno stage è il modo mascherato che il potere usa per perpetuare le sue nuove forme di schiavitù indicibile, patinata.
Essere di sinistra nel 2005 vuol dire ricordarsi che ogni parola usata dal potere è truccata travestita è una bomba nascosta nei cassonetti delle anime della gente ad esempio la parola pace usata dai padroni del mondo vuol dire usare la loro libertà di distruggere tutto ciò che non sia il loro interesse immediato, e questa pace non la vogliamo.
Perché non si è mai sentito nei secoli usare la parola pace per uccidere intere popolazioni e poi di nuovo per perpetuare gli interessi del fondo monetario internazionale adesso che nessuna organizzazione di stato corrisponde alla realtà che è cambiata per sempre mentre continuiamo a usare sempre le stesse vecchie logorate capovolte parole.
Essere di sinistra nel 2005 nel frattempo vuol dire ritagliare dai giornali e conservare le notizie ad esempio che per diventare leader dellattuale primo partito di governo bisogna sborsare 500.000 euro nel mondo allincontrario che si chiamava un tempo Italia e oggi è un detersivo sui banchi delle offerte speciali nel nuovo ipermercato mondiale.
Essere di sinistra nel 2005 vuol dire sapere con furia che comunista in Italia ha voluto dire per ottantanni che non basta essere più ricchi per avere ragione, ed è per questo che chi ha rubato il potere continua a invocarne lo spettro perché la ruota gira e anche chi ha eretto il mausoleo a se stesso ad Arcore un giorno dovrà morire.
Essere di sinistra nel 2005 vuol dire sapere che Romano Prodi non è esattamente di sinistra ma ce lo teniamo Clemente Mastella sotto un non insignificante punto di vista ad esempio dovremmo ricordare ha avuto delle collusioni con quel tipo di potere che è oggi al potere che della sinistra è lesatto contrario.
Per cui essere di sinistra nel 2005 vuol dire avere la lucidità di restare allinterno di una coalizione meno mafiosa di quella che adesso si è comprata lItalia inondandola di menzogne e di incubi che non vogliono finire. Essere di sinistra nel 2005 vuol dire farli finire il più presto possibile.
Essere di sinistra nel 2005 vuol dire continuare a stupirsi del presente ad esempio del fatto che non esiste soltanto la classe operaia da proteggere perché la classe operaia è una classe e le classi nel 2005 le hanno fucilate nelle agenzie interinali i giovani hanno quarantanni e sono disoccupati.
Essere di sinistra nel 2005 vuol dire sapere che televisione vuol dire visione da lontano mentre tutto quello che ci sta vicino ci sta scappando di mano e per questo va stretto nel pugno chiuso con orgoglio qualunque nome al posto della parola comunista chi stringe il pugno voglia adoperare.
Essere di sinistra nel 2005 vuol dire ricordare che un tempo essere di sinistra voleva dire essere proletari cioè avere soltanto come proprietà i figli che oggi solo chi è miliardario cera scritto in copertina su Panorama il mese scorso possono fare.
Essere di sinistra nel 2005 vuol dire che non vogliamo più marcire a quarantanni vivendo con la pensione dei nostri genitori ciascuno attaccato alla sua televisione come una prolunga umana dellimpero triste del nuovo sempre più corroso capitale.
Essere di sinistra nel 2005 vuol dire che non vogliamo più marcire a quarantanni vivendo con la pensione dei nostri genitori.
Essere di sinistra nel 2005 vuol dire che non vogliamo più marcire a quarantanni vivendo con la pensione dei nostri genitori.
Essere di sinistra nel 2005 vuol dire che non vogliamo più marcire a quarantanni vivendo con la pensione dei nostri genitori.
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Letto al congresso di Rifondazione Comunista, Venezia, 4 marzo 2005.
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08.03.2005
Constantine
Lo ammetto: so a malapena di cosa parla ("John Constantine è una sorta di Indagatore dell'Incubo che cammina in bilico sul confine tra Bene e Male. Una detective chiede il suo aiuto per investigare sul presunto suicidio delle sue due sorelle gemelle, etc etc..."). Ma adoro Keanu Reeves e voglio distrarmi da questioni politiche, artistiche, religiose, sociali, lavorative e finanziarie. Quindi venerdì andrò a vedere questo film.
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07.03.2005
Dante: naso normale, pelle scura
Probabilmente assomigliava a Iannox... ahah!
Gli affreschi che Daniela Dini ha recuperato mostrano questo Dante inedito (ma è il suo primo ritratto documentato, pare). Saranno visibili in un ristorante di Firenze (...) R. rassegnati: so che avresti voluto scoprirli e restaurarli tu... Ti ci porto a mangiare, oki?

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04.03.2005
Le Iene possono cambiare il mondo!
Qualcuno ha visto la puntata delle Iene con l'intervista a quella intelligentona di Flavia Vento? Il rossocapelluto-iena le faceva una serie di domande a raffica dimostrandole, date le sue risposte, che era di destra e non di sinistra. E... convincendola!
Dopo aver fatto molto discutere con le sue "uscite politiche", Flavia Vento prende una decisione definitiva ed entra in politica. L'ex valletta di Teo Mammuccari si candida alle elezioni regionali nel Lazio con i Liberali di Storace. "Mi sono candidata con i Liberali che si presentano insieme ai Repubblicani per il centro destra", ha spiegato. La soubrette che precedentemente aveva dimostrato di avere simpatie per la Margherita, si giustifica così: "Non sono passata da un partito di estrema sinistra a uno di estrema destra, ma ad un altro di centro".
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04.03.2005
La mia morte della letteratura
Lo ammetto: ho provato a guardare una puntata di Sanremo. Sì, me ne pento, giuro. Ho detto che giuro! Lasciatemi stare i piedi! A dire il vero, mi sono divertita molto di più a leggere resoconti, critiche e commenti dei bloggers e dei vari quotidiani online, eheheh... Sì, no, certo. Non volevo trovare qualche scusante. Chiedo venia. Sì, sì. Ho visto la prima puntata... Noooo, ma vah, mica tutta. Ahi! Giusto il tempo di vedere la Clerici bon-bon, la bambina del Sudan, la logorrea di Bonolìk e quella squilibrata di Paullo che parla come Paperino... Come si chiama? Fellatio? Fallaci? Fellini? Felini, ecco. No, giuro, ho cambiato canale perché il mio amore era geloso di Renga. Non lo sopporta solo perché ho detto che è piuttosto figo. No, le altre puntate non le ho viste. Ci ho provato, la seconda. Ma giuro, giuro, mi sono addormentata dopo esattamente 10 minuti.
La terza? No, nooo! Ieri ho letto il nuovo libro di Patricia Cornwell e ho guardato un po' di C.S.I. No, figurarsi. Sapevo che c'era Mentana con la Fallaci (col suo ologramma, mi sa) su Canale 5, ma ridurmi così in basso no. Noo, vi prego! Non potete costringermi! Non voglio sapere cosa ha detto! Zitti, vi prego! zitti! Lasciatemi in pace! Giuro che non lo faccio più! Ma la Fallaci no! AAAAAAAAAAAAGHH!!!!!
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03.03.2005
Arte e sbarre
Lo sapevo. Il mio desiderio si è avverato. Sono rimasta piccola. Sono rimasta piccola dentro. Sembra ieri che mi dicevo: voglio restare sempre così, parlare di arte e letteratura con gli occhi della postadolescente 17enne che sono ora (mio dio, sapevo di essere una postadolescente), voglio che tutto sia sorpresa, che nulla sia scontato, voglio leggere e guardare e non sapere cosa ne dicono gli altri, quelli che hanno studiato (o hanno cianciato) per tutta la vita, non voglio dare nulla per scontato, non voglio ridurre l'arte a storia dell'arte, non voglio ridurre l'estetica a questa o quella definizione, fottute astrazione ed empatia, non voglio leggere un libro di un nuovo autore e partire con una disquisizione sugli scrittori del passato dai quali potrebbe avere preso spunto, non voglio scandagliare un testo, analizzarlo, contare le volte in cui viene detto "sentirsi", numerizzare i dialoghi, equazionare i punti esclamativi! Sono rimasta ingenua. Sono rimasta nell'errore. All'università ho odiato la fenomenologia. Sono rimasta irritata da chi mi diceva "non puoi decontestualizzare Guernica!" mentre invece si puo', si puo' decontestualizzare Picasso, e poi si puo' anche conoscere il contesto ma leggerci più in alto o più a fondo, con il sangue anziché con questi maledetti eterei collegamenti di neuroni. Voglio sproloquiare, non voglio unire troppe caselle di memoria, non voglio razionalizzare l'arte, non voglio imprigionarla nei quattro lati in cui la infila certa critica, che mi dice cosa voleva dire Baudelaire quando scriveva il Reve Parisien, mentre magari alla fin fine non mi importerebbe saperlo nemmeno se me lo dicesse lui in persona, apparendomi mogio con le borse sotto agli occhi e i capelli scarmigliati. Non voglio leggere nessun libro con un preconcetto, non voglio sapere dove è vissuto un autore e quali nefandezze ha subito durante l'infanzia, non voglio amare un libro prima di leggerlo. Mi basta nutrirmene e poi emettere un sano rutto di pensiero. Chi sa, poi, forse, come diceva Giordano Bruno di dio, anche le opere d'arte potrebbero essere un unico occhio "superiore". Che da qualunque parte lo guardi, ti osserva. E in qualunque modo guardi un'opera d'arte, chissà, lei magari ti dice sempre la stessa cosa. E sebbene la si racconti in mille salse, lei imperterrita dirà - attraverso le parole più disparate dei suoi spettatori - sempre, sempre la stessa cosa.
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02.03.2005
Piccoli momenti, grandi momenti
1. Due genitori con una gamba ingessata... in contemporanea: il colmo!
Correre in ospedale, prendere uno, portare l'altro... Che weekend...
Poveri... E ora si annoieranno da morire... Facendo impazzire la (altrettanto) povera sorella che è rimasta a casa con loro!
2. Io e mon amour abbiamo deciso: il nostro ristorante preferito è ZIO PESCE. Ieri abbiamo festeggiato il suo compleanno con una cena favolosa. E si replicherà presto, perché tra poco arriva il MIO compleanno :)
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23.02.2005
Fatti processare, buffone!
Probabilmente glie lo avrebbero detto in molti. Me compresa. Invece glie l'ha detto LUI, al Berlusclown. (ascoltatelo e imparate!)
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La passione fa di pietre inerti un dramma (LeCorbusier)
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